Pietro Malossi
Nato a Brescia nel 1903, apprese l’arte della lavorazione artistica dei metalli da un artigiano, Napoleone Tomasotti. Frequentò poi i corsi della Scuola Moretto, sotto la guida dell'ingegner Tombola e del pittore Giuseppe Trainini, perfezionandosi poi nel cesello con Marco Bosetti e Bignami.
La sua migliore scuola fu però la visita attenta e metodica ai musei di Brescia e di Milano. Dalle armature in essi esposte trasse ispirazione per i ceselli di placche di fucili che eseguì per diverse fabbriche bresciane.
Per meglio conoscere i capolavori del passato, nel 1930 fu per alcuni mesi a Roma, e in seguito, fino al ’32, visse a Parigi lavorando intensamente nella produzione di placche e tavolette eseguite su modelli del Louvre.
Tornato a Brescia si dedicò principalmente all'antiquariato di mobili, dipinti, porcellane, avori cinesi e libri in un negozio presso S. Francesco, assieme al fratello Bruno.
Continuò a cesellare fino agli anni Sessanta unicamente per passione: non esiste un elenco delle sue creazioni e degli acquirenti; tuttavia sappiamo che sue opere furono donate ad importanti personalità del tempo anche solo per il piacere di averne gli autografi. Fra gli altri Marie Curie e Angelo Canossi; Gabriele D'Annunzio, per il quale cesellò un piatto recante lo stemma del Principe di Montenevoso, consacrò la sua arte con la seguente dedica: “A Piero Malossi domatore di metalli artefice duro e squisito”.
Apprezzato per la sua competenza, conservò per sé sculture, pitture, autografi di importanti personaggi, disegni, stampe, libri, ceramiche, monete, medaglie, oggetti religiosi, armi e di queste sue raccolte troviamo ampie tracce nei suoi scritti.
Dal dopoguerra egli passò ogni estate a Ome, nella sua casa di via Scorine dove radunò, in un prezioso museo, le principali opere d’arte della sua collezione. Morì a Brescia nel 2000 ed è sepolto a Ome.